La mia Monza Resegone (Ed. 2018)

Finalmente sono riuscito a trovare un po’ di tempo per raccontarvi le emozioni che ho provato correndo la Monza Resegone.

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Come cominciare? Vediamo …….

Quando ho deciso di partecipare a questa gara, non sapevo cosa mi aspettasse.
Conoscevo la Monza Resegone solo per la sua fama: una maratona faticosissima e impegnativa anche per i runners più esperti e forti.

Per chi non lo sapesse, La Monza Resegone è una gara che si sviluppa su un percorso di circa 42km che si corre in notturna con partenza da Monza e arrivo, per l’appunto, sul Resegone.

Fin qui nulla di particolare, direte. Una gara come tante altre.

Non proprio!!!
Potremmo considerarla una maratona come tante altre se non fesse per il falso piano che in verità nasconde una costante salita che si protrae per i primi 22km … Un interminabile percorso spacca gambe.

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E sarebbe una maratona come tante altre se a questi venticinque chilometri non si aggiungessero un finale estremo fatto di circa 6 km di tornati in salita da Calolzio Corte a Erve e di altrettanti 6 km circa da percorrere in arrampicata lungo il famigerato ‘pra de ratt’ (non chiedetemi la traduzione perché non la conosco) un sentiero impervio a tratti pericoloso che dal piccolo borgo di Erve, si inerpica su per i boschi e ti porta in cima (o quasi) al Monte Resegone dove è situata la Capanna degli Alpini a circa 1200 metri slm.

Vi risparmio gli altri dettagli della gara, non ho intenzione di tediarvi (anche perché navigando in Internet troverete di tutto quello che ci occorre sapere su questa gara). Aggiungo solo una piccola nota ovvero che questa è una gara a squadre (da tre) che va corsa tutti insieme avendo ben chiaro in mente che bisogna arrivare per tempo al cancello dei 35 km situato nel comune di Erve, ovvero prima delle 4 ore e 15 minuti pena la squalifica (a quel punto non ti lascerebbero neanche salire sul monte Resegone).

Questo era un dettaglio importante che stavo dimenticando.

Ma adesso concentriamoci sul racconto della MIA Monza Resegone.

Come dicevo pocanzi, dal giorno in cui ho scoperto la corsa ho sempre sentito parlare di questa gara.

I miei amici Runners che hanno partecipato alle passate edizioni mi hanno sempre sottolineato la durezza della corsa, di quanto fosse impegnativa e di quanto fosse allo stesso tempo bella, appassionante e pregna di emozioni.

Tanto è bastato per spingermi a provarci …e così non ci ho pensato su due volte!
… E quanto Valentina (Urban Runners) me lo ha proposto, ho detto subito si.

“Perché mai avrei dovuto rinunciare ad una gara così” ?

Immaginavo sarebbe stata dura da correre e ammetto che dopo essermi documento e dopo aver fatto un sopralluogo con i miei compari di corsa di sempre (Renato, Claudio e Paolo), i dubbi mi hanno assalito. “Ce la farò”? “Riuscirò a prepararmi adeguatamente” ?

Tutte domande assolutamente lecite e normali per chi non ha mai corso una Monza-Resegone. Qualcuno di voi direbbe subito che quelle sono le classiche domande dettate dalla paura, dall’ansia di non farcela… non posso che confermare.
Io avevo paura di non farcela. Ma come testimoniano le foto di quella sera, non sono state di certo le mie paure a frenarmi. Il mio istinto ha prevalso anche in questo caso.

“Diamine perché mai avrei dovuto rinunciare a questa possibilità ? Ho sempre detto a me stesso che un giorno avrei corso questa gara …che prima o poi l’avrei smarcata dalla mia lista dei desideri” !!!

E finalmente quest’anno ci sono riuscito. Sono riuscito nell’impresa. Ho corso i miei 42km in 5 ore e 44 minuti godendo come un matto anche se a tratti ho sofferto tanto.

Posso finalmente dire di aver corso la Monza Resegone.

E sono felice come una Pasqua !!!

Lo ammetto, credo proprio che non ce l’avrei fatta senza i miei compagni di avventura Alberto, Daniele e Stefy la nostra simpaticissima supporter invidiata da tutti per la sua bici fluo visibile a centinaia di metri.
Tutti ragazzi di grande verve conosciuti di fatto il giorno della gara e con i quali sono subito entrato in sintonia.

Corre in squadra e con loro mi ha trasmesso fiducia. Mi ha permesso di distendere in nervi e la tensione accumulata durante la lunga attesa della partenza. Questo vuol dire tanto. Quindi, il primo grazie va a loro. Se sono arrivato in cima è soprattutto grazie a loro che mi hanno letteralmente trascinato in capanna.

Poi voglio assolutamente ringraziare tutta la famiglia degli Urban Runners Milano.
Speciali tutti. Dal primo all’ultimo arrivato in famiglia. La loro presenta lungo tutto il percorso ha pesato molto sulla gestione della mia gara e sulla mia lucidità mentale nei momenti in cui avrei mollato volentieri il colpo.

Grazie soprattutto a Valentina Aglioti di Robilant e Gianluca Run18 che rendono possibile tutto questo. È Grazie a tutti ragazzi (Urban) su ad Erve che ci hanno atteso con the caldo, biscotti e il nostro cambio indumenti per affrontare la salita dura del pian de’ rat. Perdonatemi se non mi ricordo di nessuno di voi … Ad Erve sono arrivato che vedevo i mostri.
Mi Ricordo solo di Fabio Ambrosio che per circa 10 minuti ha massaggiato le mie povere gambe in fiamme. Grazie Fabio.

Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto della mia vera famiglia. Già, perché la forza, quella vera, mi arriva tutti i giorni da loro. Dai miei due amori Ilaria e il mio piccolo Riccardo.

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Sono loro che tutti i giorni mi dettano la strada …per essere e continuare ad essere un esempio per mio figlio.

Se scrivo questi lunghi post è soprattutto per lui che un giorno spero possa leggere i miei racconti e capire che i traguardi o un obiettivo nella vita, qualunque esso sia (un traguardo lavorativo, nello sport, nell’amore etc.) è raggiungibile solamente se siamo i primi a credere in noi stessi.

Solo con la costanza e la voglia di fare è possibile tutto ciò.

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