Running: UNA QUESTIONE DI STILE.

Non ho molto da dire, ma sono contento perché oggi ho realizzato un upgrade del mio vecchio logo che credo rappresenti a pieno quello che sono e quello che per me è la corsa e la barba: UNA QUESTIONE DI STILE, UNA FILOSOFIA DI VITA.

Ve lo presento e chissà …magari a qualcuno piace e ne vuole fare un brand per corridori barbuti come lo sono io sin dal primo giorno ho calzato un paio di scarpe da running.

TheBeardedRunner v2

Annunci

Running: chi esagera poi paga

Melzo, 18/07/2017: Eccomi qua dopo mesi di silenzio.

Oggi è un giorno speciale perché dopo una settimana lontano dalla mia famiglia, finalmente torno a casa. Una settimana che non auguro nessun runners di dover mai affrontare. In realtà, per come sono fatto, non potrei mai augurarla a nessuno persona con la passione per lo sport  … perché l’imposta da pagare è alta ed è importate.

IMG_4885

Tanto per comunicare, la settimana di cui accennavo, l’ho passata in ospedale, ricoverato a causa dei miei muscoli. Più correttamente direi …a causa della mia negligenza, sottovalutazione o più semplicemente incapacità di fermarsi quando il corpo ti chiede di farlo. 

Il mio caro amico Gianluca RUN18 (colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per il supporto morale … da vero presidente …la Urban Family sempre presente, anche in queste occasioni), direbbe: “la tua testa è più forte del tuo fisico” …eh già !!! Ed è quasi inevitabile, in questi casi, di prendere una  “tramvata” bella grande che ti destabilizza e ti impone di fermarti. Dunque:

Riposo assoluto e forzato !!!

IMG_4920

Le mie gambe ed i miei muscoli si sono rifiutati di rispondere agli impulsi del mio cervello che dicevano “corri” …e la conseguenza è stata:

  1. valori del CPK altissimi (questo è quanto viene scritto nel mio referto medico),

unito a

  1. disfagia intensa,
  2. tonsillite acuta e
  3. iperpiressia (febbre a 41).

Qualcuno di voi, ed i particolare i neofiti della corsa, si domanderanno “cos’è la CPK e perché è così importante ? … E soprattutto perché è così importante tenerlo sotto controllo” ?

Cerco di riassumerlo in parole semplici: La CPK è un enzima che viene prodotto in vari tessuti dell’organismo, e serve a produrre energia a livello del cuore, del cervello e dei muscoli striati, che sono quelli che controlliamo volontariamente.

Un valore ALTO di questo enzima potrebbe essere interpretato in modi differenti, ovvero potrebbe essere la conseguenza di problematiche molto differenti tra di loro.
Per esempio: infarto cardiaco o polmonare, infiammazioni muscolari, distrofia muscolare etc.

Le cause del CPK alto nel sangue possono essere anch’esse diverse: si va da un’elevata temperatura esterna a sforzi fisici e attività sportive intense. Oppure: traumi muscolari, malattie neuromuscolari, infarto miocardico acuto etc.

Credo sia sufficiente per dire che il controllo periodico del CPK è una cosa molto importate. I rischi per la salute sono molteplici e soprattutto sono davvero pericolosi.

Si, io devo confessare che fino ad oggi lo avevo sottovalutato.
Già, perché quando ti senti un leone, non credi possa succedere a te.

Mai errore più grande !!!

Questo post vuole quindi avere il duplice scopo di raccontarvi brevemente ciò che mi è successo, ma soprattutto vuole essere un messaggio per tutti i runners, un invito a non improvvisare, a non strafare e soprattutto vuole essere un esortazione a fermarsi quando è il momento.
Insomma, ridimensionare i nostri sforzi e i nostri obiettivi quando è il corpo che ce lo chiede è molto importante.  Impariamo ad ascoltare il nostro corpo e stiamo attenti.

Il nostro obiettivo può aspettare !!!

Per quanto riguarda me, è ciò che sto facendo!
Proverò tra qualche settimana con delle corsettine leggere di pochi chilometri, senza alcuna particolare aspettativa a breve termine. Recupererò la forma di un tempo, giorno dopo giorno …di quello ne sono certo. E lo farò correndo, perché solo correndo, il mio corpo “trascurato e maltrattato” che inevitabilmente mi ha presentato il conto da pagare, farà pace con l’anima del Runner che c’è in me.

***
Guardo però anche il lato positivo della cosa: mi riposerò, mi godrò l’estate e soprattutto mi godrò la mia stupenda famiglia che in questi giorni si è presa cura di me e che non finirò mai di ringraziare. Grazie alla mia dolce metà Ilaria, instancabile compagna e mamma di una meraviglia che meraviglia non si può, Riccardo, 21 mesi di energia allo stato puro, instancabile monello capace di cambiarti il verso di una giornata partita male.

***

Ritornando a noi: cosa stavo dicendo ? Ah si, dicevo che recupererò la forma di un tempo. Non è importate quando ricomincerò a correre, ma di una cosa sono sicuro: le prossime sfide le affronterò con occhi nuovi. Gli occhi di una persona nuova, cresciuta che si prederà cura di se e che sarà in grado di dosare passione e responsabilità per uno sport che capisce solo chi c’è dentro fino al midollo.

Ciao e buona corsa a tutti,

FBRC | Francesco, Berderd Runner, Cavallo

Il lento recupero e poi STRAMILANO 2017

Ebbene rieccomi. E’ passato un po di tempo dal mio ultimo post, ma mettiamola così: sono stato un po occupato nel recuperare la forma dopo un lungo stop tra influenza, ricadute, virus vari, ricadute, faringotonsilliti acute, ricadute e ancora ricadute. Che dire è stato un fine 2016 davvero di MMMERDA ed un inizio 2017 non proprio dei più rassicuranti e incoraggianti.
Poi, lo scorso mese, la decisione di riscriversi in palestra per tentare di recuperare rapidamente ed arrivare pronti agli appuntamenti podistici di questo inizio di stagione per me imperdibili per una ragione molto semplice…Stramilano e Milano Marathon hanno dato il via alla mia seconda vita da “sportivo” e alla mia nuova nuova vita da Runner.
Qualcuno di voi dirà “ma perché la Palestra” ?
Molto semplice !!! La risposta sta nella premessa iniziale: non avevo nessuna ca….. di voglia di uscire a correre con temperature sotto zero e ricascare nell’ennesimo loop dell’influenza, ricaduta, virus vari, ricaduta, faringotonsillite acuta, ricadute e ancora ricaduta 
Così, passo dopo passo falcata dopo falcata, come un criceto nella ruota della sua gabbietta, mi sono affidato al tanto bistrattato tapis roulant e ho ricominciato a correre, macinando km standomene al caldo di una sala, ma, ahimè, dovendo però fare i conti e sopportare la varietà di “fauna” che frequenta le palestre: si va dalla categoria dello zombie vagante che si sposta come un bradipo tra bilancieri e panche con l’illusione di essere dei gran fighi agli occhi delle (p)oche ragazze che (almeno a quell’ora) frequentano la palestra; poi c’è la categoria del culturista in fissa con i muscoli scolpiti, il quale, con il suo beverone sempre con se, trascorre il tempo davanti ad uno specchio a sollevare pesi, fare versi strani e contemplare la “perfezione” del proprio corpo (nonostante sia una categoria che non mi piace, apprezzo la loro determinazione); Poi c’è la categoria dei personaggi “indefinibili” perché ancora non ho ben capito il motivo per cui sono spinti a venire in palestra: se ne stanno li, fermi senza fare il minimo sforzo, sulla cyclette o su una qualsiasi altra postazione a giocare con lo smartphone o a mandare messaggini impedendo, a chi intende allenarsi seriamente, di fare i propri esercizi… “STATE A CASA, non buttate via i soldi”

Tralasciando questa parentesi delle categorie di frequentatori di palestre,  devo dire che la decisione di iscrivermi in palestra è stata determinante… per due motivi:

  1. non mi sono più ammalato
  2. allenandomi con il tapis roulant ho potuto correggere postura e modo di correre.

Già, perché osservandomi allo specchio mentre correvo, ho potuto notare una serie di piccoli difetti che secondo me mi limitavano sensibilmente nella corsa: le spalle alte, per esempio, (quasi a far scomparire il collo) e la respirazione. Ho cercato di correggere questi errori e devo dire che adesso va meglio. Mi sento più sciolto e fluido anche nel passo… e quest’ultimo aspetto, l’ho potuto constatare in occasione della scorsa Stramilano del 19 Marzo.

Prima di cominciare ad allenarmi con il tapis roulant, le mie gare e i miei allenamenti erano scostanti e lo stesso era per la cadenza della mia corsa.
Sia chiaro, io sono un sostenitore del Running all’aperto, ma devo ammettere che combinare corsa outdoor con la corsa sul tapis roulant può (a mio avviso) aiutare a gestire la propria corsa senza strappare troppo e gestendo le proprie risorse nel modo migliore. Detta in altri termini, io credo che avere la possibilità di alternare la corsa all’aperto con quella sul tapis roulant può aiutare nell’impostare in modo efficiente la propria corsa ….proprio come succede per la macchine con il cruise control, il sistema elettronico che consente la regolazione automatica della velocità di un’autovettura.

Analizzando i dati della mia gara di domenica, per quanto questi siano affidabili, ho potuto verificare con mano quanto appena da me sostenuto: La gestione delle gara è stata buona, passo e frequenza cardiaca sostenuti e lo scarto rispetto alla mediana della cadenza della mia corsa… MANCO FOSSI UN METRONOMO !!!

Vorrei precisare che questa è la mia lettura dei risultati ottenuti…. questa non è la legge assoluta di come affrontare una preparazione. Diffidate da quello che vi sto raccontando e cercate il vostro metodo.

stramilano2017

Ma veniamo ai risultati della mia Stramilano 2017

Domenica è stata una giornata perfetta …
Gara impeccabile …e contro ogni aspettativa ho fissato il mio nuovo record personale, mio nuovo “personal best” in 1h 38min migliorandomi di circa 3 minuti sul mio vecchio personale.

Che figata battere se stessi !!!!

Che dire allora ? …. Sono contento, anzi sono felicissimo.
La foto sotto si commenta da sola.

Stramilano PTT 1

Se solo penso a cosa è stato il mio percorso per arrivare a questo risultato, posso dire di aver fatto un buon lavoro e non solo fisico ma anche mentale. Riprendere da uno stop forzato di quasi tre mesi non è facile. Qualcun’altro al posto mio avrebbe mollato.

…ed ora pensiamo alla Maratona del 2 Aprile prossimo…

Milano Marathon 2017, sto arrivando !!!

#thebeardedrunner #urbanrunners #milano #stramilano 2017 …. #mypersonalbest #halfmarathon #milanlesempermilan#milanleungranmilan

Chi trova un Runner, trova un Amico !!!

E’ da un po di giorni che ci pensavo e alla fine mi sono deciso a scrivere un pensiero al mio “Amico” Runner … il Bestetti. Questo post lo dedico a lui.

Vi chiederete perché…
Sgombero subito la strada da ogni possibile dubbio: non sono innamorato di lui !!!
Ho già una compagna, fra l’altro meravigliosa, un figlio, stupendo, e ho anche un bellissimo Labrador … per i quali nutro un amore folle.

Il motivo per cui dedico questo post al Bestetti è uno solo ed è già racchiuso nel suo titolo:

“Chi trova un Runner trova un Amico” …

Bhè, in realtà devo fare una precisazione: di amici e runners ne ho trovati diversi: c’è il grande Renato, Sir Renato, uomo tutto d’un pezzo di gran classe e stile, c’è il mitico Cerizza, simpaticissimo brianzolo capace di intrattenerti per ore e farti passare tutti i dolori mentre corri, c’è Luca, un mio carissimo amico e collega di lavoro, c’è Dario, con il quale ho faticato tanto per convincerlo a provare ad indossare un paio di scarpette e adesso non si ferma più …
… insomma ce ne sono diversi di amici … ma il primo amico in assoluto, il primo runner e compagno di avventura con il quale ho preparato la mia prima, nonché sua prima, Maratona, 3 anni fa, “l’è Lǘ” …. il Bestetti  … se non fosse stato per lui, per la sua forza di volontà e determinazione, non avrei portato avanti questa che oggi è una vera passione, una droga e non avrei incrociato sulla mia strada persone squisite come Renato, Cerizza, Dario & Co…
In qualche modo, quindi, glielo dovevo … dovevo dirgli grazie e questo post mi sembrava il modo più giusto per farlo. GRAZIE !!!

Perché farlo oggi ?
Semplicemente perché credo sia il momento giusto per farlo … non c’è una vera ragione !!!
Anzi … una ragione c’è …

… La settimana scorsa eri a New York per correre La gara per eccellenza, la gara che tutti i Runner sognano di fare almeno una volta nellavita (ti ho invidiato e odiato tantissimo per questo): la NYCM; e tra  una settimana, insieme agli altri due compari di merenda Renato e il Claudione Cerizza, sarai a Firenze per la tua seconda maratona consecutiva in meno di 30 giorni (peccato dovevo esserci anche io) … “me’ Coglioni” !!! ….

… e allora vorrei che questo post si trasformasse in una sorta di incitamento che spinga te, Renato e Claudio fino alla fine … Io sarò con voi con il pensiero non solo perché avrei voluto e dovuto correrla anche io, ma anche perché ti reputo e vi reputo degli amici …e non “dei semplici conoscenti”

… dare troppe confidenze ai “diversamente settentrionali” non è poi così rischioso o brutto 😀

Ma tanto lo so. Dietro a quella maschera da burbero vichingo del nord, si nasconde un tenerone dal cuore grande. Ne sono più che convinto 😀

Ciao Uagliù … spaccate tutto a Firenze !!!

Lezione del Giorno

Ok, Vediamo ….

vignate-2
Dal 12 di ottobre fermo per varie ragioni (febbre, cagotto, tonsillite acuta, acciacchi muscolari, etc. etc. etc.) …
… “ma cosa vuoi che sarà mai” ?
… “ti sei allenato duramente sempre con costanza. Non dovresti avere problemi” !!!
… E quindi ieri ho avuto la brillante idea di cimentarmi nella mezza maratona (30° Giro dei Fontanili) organizzata a Vignate… con i compagni di sempre Claudio e Renato

Mai nella mia giovane “carriera” una prestazione peggiore di questa: incostante dall’inizio alla fine e per di più gara chiusa a fatica con dolori ovunque !!!

vignate-3

Forse sarà stato il percorso, che più che essere una gara su strada, sembrava una gara di cross; o forse la goliardia di alcune persone che frenava il ritmo gara (ci sta in queste manifestazioni …e deve essere così).
Ma può essere stata la temperatura pungente e il “nebiun” (detta anche la “scighera” … parola a me “diversamente settentrionale” sconosciuta fino a ieri) che a tratti ti impediva di vedere anche ad un metro.
Può darsi sia stato tutto ciò o niente di tutto questo… sta di fatto che personalmente ho penato molto.
vignate

Risultato ?

Rivedere i miei programmi, assolutamente !!!
Quindi, riarmiamoci di santa pazienza e un passo alla volta cerchiamo di rimetterci in forma con allenamenti mirati e soprattutto dosati con criterio.
Oggi ho imparato che non bisogna mai esagerare perché si fatica tanto per raggiungere la forma giusta ma basta poco per ripiombare nel “dramma” dell’infortunio …
E nel mio caso è mancato davvero poco …

Tendinite, che dolore.

Molti runners neofiti come me pensano che la corsa non sia particolarmente traumatica, ma la verità è che anche per runners più allenato, il rischio di un infortunio più o meno grave esiste e non può essere trascurato o sottovalutato.

Ed io me ne sono reso conto solo in quest’ultimo periodo.

Per qualche tempo, infatti, soprattutto durante e dopo la mia ultima Milano Marathon, ho combattuto con un forte dolore al ginocchio che non mi ha dato tregua fino al mese scorso.


I più esperti e i professionisti del running attribuiscono questo dolore a quella che viene chiamata la “sindrome della bandelletta”…il disturbo tipico che si manifesta con un dolore laterale al ginocchio, spesso sottovalutato e talvolta erroneamente trascurato perché poco intenso (almeno in una prima fase) ma che col susseguirsi degli allenamenti il dolore si acutizza rendendo a un certo punto impossibile trascurare e sottovalutare il problema ed in alcuni casi rendendo anche  impossibile continuare con gli allenamenti.

Tutto ha avuto inizio con un leggero fastidio al laterale del ginocchio sinistro, avvertito soprattutto alla fine degli allenamenti che col passare del tempo ed in modo persistente si è trasformato in dolore acuto e insopportabile durante gli allenamenti e in particolare durante i lunghi domenicali.

Dicono che la causa principale di questi dolori sia da ricondurre all’eccessivo sovraccarico di lavoro (lo chiamano overtraning) e per buona parte anche anche all’appoggio errato del piede a terra … e in effetti in quel periodo ho esagerato molto con gli allenamenti. Per non parlare della mia postura, condizionata dalla scelta non proprio azzeccata delle scarpe e da piedi pregiudicati dal problema dell’alluce valgo e per il quale l’unico rimedio e l’intervento chirurgico (ovviamnete per me trattasi di opzione remota ma da prendere seriamente in considerazione perchè questa patologia non migliora con il passare del tempo, anzi peggiora).

Come ho risolto e come sto prevenendo ricadute ?

Prima di tutto ho ottimizzato gli allenamenti riducendo il numero di attività e la loro intensità e rimandando quelli che erano gli appuntamenti che mi ero prefissato per quest’autunno con la Firenze Marathon e la 30km della Parma Marathon, accontentadomi ahimè di qualche “tapasciata”nel weekend e dei miei 30/40 km settimanali.

Poi sto cercando di rivedere la postura durante la corsa (su questo punto sto ancora lavorando).

Notare bene, su questo punto non mi sono rivolto ad esperti, né tanto meno ho partecipato a degli stage (e vi assicuro che se ne trovano un sacco in giro) …ho semplicemente fatto delle ricerche sul web, guardato qualche tutorial su youtube e fatto attenzione a come i tanti runners che incrocio durante le mie uscite impostano il loro passo ….Ovviamente ho dovuto anche fare autocritica sul mio modo di impostare la corsa e riconoscere il fatto che la mia corsa necessitava e tutt’ora credo necessiti di essere rivista e migliorata.

In sostanza, mi sono reso conto di rimanere troppo rigido sulla parte alta del corpo, correvo sui talloni senza darmi la spinta in avanti ed usavo pochissimo le braccia per aiutarmi nello slancio.

Oggi penso di aver corretto, forse è più giusto dire che ho rivisto questi errori e devo dire che va decisamente meglio: il dolore al ginocchio è sparito anche se devo ancora abituarmi al nuovo modo di correre !!!

Sia chiaro, molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, devo ancora fare tanto, ma una cosa è certa, spreco meno energia, riesco a percorrere in media 10km in meno di 4min 50sec al km e chiudo una mezzamaratona, 21km, mediamente in meno di 5min 00sec al km …senza avvertire il minimo fastidio ai tendini del ginocchio

… Per quanto riguarda la maratona …. bhè, diamoci appuntamento per la prossima primavera !!!

Ovviamente, il recupero dall’infiammazione tendinea al ginocchio non è tutto merito dei cambiamenti e del nuovo approccio alla corsa, né delle scarpe che ho scelto, né tanto meno ai numerosi tutorial e/o agli articoli sulle maggiori riviste specializzate (correre, runner’s wuorld etc.) che mi sono studiato.

Ho recuperato anche grazie alla scienza, con l’utilizzo di una fascia tutore contenitiva molto efficace, con l’assunzione di integratori (naturali) e, senza esagerare, con qualche antinfiammatorio per via orale.

Insomma, tutto questo per dire che il percorso di recupero è stato lungo e faticoso, soprattutto mentalmente.

Ci sono stati momenti di sconforto, anche quelli da gestire, e in alcuni momenti la tentazione di mollare é stata davvero tanta. Ma la voglia di recuperare, però, era ancora di più …

Il merito, anche se non lo sanno, va per gran parte alla mia famiglia che nonstante tutto mi sopporta e mi sostiene (Ilaria santa subito … Riccardo, spero di essere per te un modello da seguire, amore del papà) e in parte va anche alla mia #UrbanFamily gli #UrbanRunners, la mia società sportiva, che nonostante io sia in grado di seguire solo virtualmente attraverso i social, riesce, grazie alla condivisione dell’esperienze e delle storie di tutti gli Urban Runners, a stimolarmi, a motivarmi nel modo giusto…

… e alla fine eccomi qua pronti a ripartire alla volta di nuove sfide…

Il mio consiglio per chi come me si trova ad affrontare questo problema o problemi simili al mio ? 

Siate pazienti, determinati e soprattutto circondatevi di persone positive e in grado di comprendervi e sostenervi.

Il vero segreto per il successo e il raggiungimento degli obiettivi sta in tutto questo.

Fidatevi di #TheBeardedRunner 🙂

Adidas Energy Boost: una scarpa non per tutti

Sottotitolo: Io vi racconto la mia modestissima e personale esperienza. Diffidate da ciò che scrivo e vi invito a provare questa interessantissima scarpa 🙂

img_2615

Nel mese di marzo vi avevo lasciato dandovi un primo feedback personale su questa scarpa, con la ripromessa che ne avremmo riparlato per cercare

1) di darvi qualche ulteriore dettaglio rispetto a quanto già anticipato nel precedente post e

2) potervi fornire un giudizio complessivo basato sulla mia personalissima esperienza con le Adidas Energy  Boost.

Non mi dilungo molto sull’estetica perché c’è poco da dire. Chi le conosce lo sa ….
Adidas si conferma essere la migliore da questo punto di vista.
Nonostante i suoi 900 km, infatti, continua ad essere una scarpa bella e sgargiante, dal look minimale e dal design innovativo.
E’ bastato un passaggio i lavatrice e …. Puff !!!
Pronte per una seconda vita come scarpa per tutti i giorni …insomma, come nuove !!!

Bhè, nuove si fa per dire….
…In realtà i quasi 900 km si fanno sentire, soprattutto se penso alla reattività dell’avampiede, ma questo è tutta un’altra cosa che poco a che vedere con l’estetica.

Veniamo, quindi, alla mia esperienza con questa scarpa.

Molti runners sanno che la Adidas Energy Boost è famosa per essere una scarpa neutra, morbida e allo stesso tempo reattiva, ma soprattutto è famosa per essere una scarpa che segue il ritmo e l’appoggio del piede rimanendo ammortizzata sui ritmi più lentidiventando progressivamente più reattiva quando si accelera.  

Ma secondo me c’è un però…. Secondo me questa regola è valida solo per alcuni runners. Detta in altri termini, la Adidas Energy Boost non è una scarpa per tutti.

Io per esempio ne ho apprezzato a pieno tutte le caratteristiche nel mio massimo della forma fisica (21 km sotto i 4:45 e peso forma +/- intorno ai 69 kg – bei tempi), perché con un runners leggero e “veloce” (o non lento)  le Adidas Energy Boost diventano super veloci e reattive in fase di accelerazione, agevolano la rullata e sono in grado di restituire l’energia massima in fase di stacco (notevole soprattutto la sensazione di passaggio della spinta dal tallone verso la punta).

Ma le ho anche odiate e soprattutto ne ho odiato l’ammortizzazione nel mio periodo no.
Le ho odiate perché le sentivo  troppo morbide – a tratti troppo molli, tanto molli che in fase di appoggio il piede mi risultava poco stabile … tanto instabile che in più occasioni ho sfiorato il lungo stop a causa di una tendinite al ginocchio sinistro.

Quella che doveva essere una scarpa super veloce, nel mio caso non andava più bene, non era adatta al mio tipo di corsa e al mio fisico.

Nel dettaglio credo sia avvenuto questo: la tomaia che avvolgeva il piede e la calzatura aderente, con i miei 5 chili di troppo e un passo medio/lento di 5:15/30 (sui 21 km), ha perso di efficacia e la scarpa è diventata instabile perché rimanevo molto di più in appoggio sollecitando tendini e muscoli della coscia; inoltre la spinta si è annullata quasi totalmente. La spinta che questa scarpa mi restituiva nel picco di forma fisica – che da sola mi portava oltre i miei limiti (anche se di poco ma intanto ci andavo) con la sensazione di avere le ciabatte ai piedi, data la leggerezza – si è affievolita con il calare delle prestazioni, il sovraccarico di lavoro e con l’usura della scarpa stessa che io ho iniziato ad avvertire soprattutto in quest’ultimo periodo (….. scarpa da 10 e lode che però va sostituita toccati i 800 km).


Nonostante questo particolare che ovviamente non dipende dalla scarpa ma dalla mia sitauzione fisica, in generale il mio giudizio complessivo è positivo.

Devo però confermare quelle che sono state le mie prime impressioni nel precedente post: non credo che le Adidas Energy boost siano un modello adatto a tutti i runners.
Al contrario io credo che è una scarpa per i runners “medio/veloci” (sotto i 4:45/30) e che non superano i 70 kg.

In quel range questa scarpa è fenomele … PROVARE PER CREDERE.

Intanto io ripasso al mio primo amore la Nimbus della Asics …
…Devo assolutamente rimettermi in forma e questa è stata l’unica scarpa che, di tutte quelle provate fino ad oggi, non mi ha mai dato alcun problema.
Per non farmi mancare nulla ho comprato le #Nimbus18LiteShow … che a detta degli esperti sono scarpe di 10 g più leggere delle precedenti Nimbus17 (circa 320g in tutto), calzatura che consente una stabilità nettamente superiore alle altre e grazie all’intersuola leggermente più alta la GEL-NIMBUS 18 riduce le sollecitazioni sui tendini, il che  dovrebbe andar bene, sopratutto per le mie ginocchia.

 

Mezza dei Mille BG 2016

Anche questa è andata. Portiamo a casa un gran risultato e il ricordo di una giornata piacevole con amici con cui correre è uno spasso.
Goliardia a parte, in queste simpatiche immagini che ben rappresentano il livello goliardico pre-gara, con gli amici runners Renato (Zio Renato) e Claudio detto il Cerizza (manca l’altro: il giargiana diversamente settentrionale, il Bestetti, alle prese con la preparazione delle Maratona di New York),  ci siamo tuffati in una Bergamo che non conoscevo e che ho avuto modo di conoscere in modo più profondo e diretto…. e devo ammetterlo, Bergamo è proprio una gran bella città (Pota) !!!
Quest’anno, poi,  a differenza dell’anno scorso, il tempo è stato ottimo: cielo sereno e temperatura mite, il che mi ha fatto apprezzare ancora di più la città e i paesaggi di cui si può godere dalla Città Alta.

Bello. Un bel 1o (dieci) alla Città di Bergamo !!!

Ma veniamo alla gara: città a parte, la gara è stata molto interessante e ciò che avevo previsto si è avverato: la gara non si è sviluppata (a mio avviso) su un percorso semplice, anzi … Io direi che questo percorso è stato davvero “infame”.
Siamo partiti, come previsto dalla città alta ma con circa 20/30  minuti di ritardo causato da alcuni problemi logistici e questo ha inciso molto sul riscaldamento iniziale.

NOTA: organizzazione delle navetta, a mio avviso da migliorare. Non si può pensare di organizzare il trasporto di circa 1800 runners con una sola novetta.

Sin dai primi metri, correndo lungo le mura della città vecchia, ci siamo dovuti cimentare in una serie fastidiosissima di sali e scendi per poi immergersi nel borgo antico della città alta; un’occhiata al panorama dall’alto e poi giù, verso la modernità della “Berghem de hota” percorrendo una lunga discesa che dura fino al  5°km, che ahimè, per chi come me non conosceva il percorso, è stata una “spiacevole” sorpresa.
Si perché mi ha deconcentrato, ha spostato la mia attenzione sul ritmo altissimo che stavo tenendo, ovviamente falsato dalla discesa e questo mi ha fatto “tirare” tantissimo raggiungendo anche ritmi vicini ai 4:00 m/km …  e così, al primo accenno di salita, il percorso mi ha letteralmente stroncato le gambe.
Mi servirà da lezione per il prossimo anno e per gare simili !!!

Dopo un breve ma intenso lavoro mentale sulla gara, siamo ripartiti su un ritmo più o meno costante di 4min e 50sec (ritmo a me familiare e poco sopra la mia zona di comfort) che ho cercato di mantenere in tutta la parte restante della gara con non poche difficoltà e con qualche “colorita esclamazione e imprecazione” per sottolineare quanto “stronzo” potesse essere questo percorso e chi l’ha ideato 🙂

Ovviamente non ce l’ho con l’organizzazione, ma in quel momento se mi fosse capitato a tra le mani ….. 🙂

… Va bhè …dove eravamo rimasti? Ah ecco …. Come dicevo,  la gara è stata caratterizzata da un fastidiosissimo sali e scendi iniziale per poi trasformasi in un subdolo e infame sali e scendi nella parte restante della gara che vuol dire dal 6° al 21° km.
Tra lunghissimi falsi piani (sopratutto tra l’8 e il 14 km), strade strette, e qualche passante tra le palle incurante del passaggio di ondate di atleti, la gara è andata avanti senza particolari intoppi e quando ormai il tabellone segnava il 20°km ho dato spazio alle emozioni e incurante del dolore alle gambe, del cuore a mille e del fiato corto, mi sono diretto verso il “Blue Carpet” … il lungo tappeto blu che mi separava dal traguardo dove ad attendere me e tutti i runners c’erano le consuete belle ragazze con le medaglie in mano e lo speaker che al ritmo di Sweet Child O’ Mine dei Guns N’ Roses ti accoglieva al traguardo.

E si sa, o meglio i runners sanno, che questo è il momento in cui tutto svanisce: dolori, fastidi vari, fiato corto … Tutto svanisce  per dare spazio alle emozioni che sono sempre forti e spesso incontrollabili.
Nonostante io sia ormai un habitué dei 21km, quando ti rendi conto di essere alla fine e ad accoglierti al traguardo ci sono migliaia di persone che ti incitano e che sognano di essere al tuo posto, io personalmente sento sempre un nodo in gola.

Forse non tutti riusciranno a capire queste emozioni e risulta anche difficile riuscere a spiegare cosa si prova.

Tempo leggevo su una rivista specializzata, che la corsa è facile, ma non è semplice e soprattutto, capirla è difficile per chi non lo ha mai provato.

Io credo che la strada più efficace per comprenderla, quindi, non è farsela raccontare da chi la vive sulla propria pelle, ma viverla in prima persona.

Quindi chiudo qui questo articolo, e vi invito a provare. Provate e raccontatemi le vostre emozioni. Mi piacerebbe ricevere il vostro punto di vista in merito.

Pre-Mezza dei Mille BG 2016

immagine

Domenica ne approfitto e faccio un salto anche a Bergamo, città storica, affascinante e come si legge dal sito ufficiale della Mezza Maratona, una città che vanta una lunga tradizione nel mondo della corsa.

E allora mi sono chiesto perché non andarci?
Pronti via, ho fatto l’iscrizione e mi sono messo a studiare il percorso.
Devo dire che non è un percorso semplice come lo è stato quello della Mezza di Monza dello scorso 11 settembre.
Si parte dalla Città Alta e sin dai primi metri correrò sulle imponenti Mura Venete della città vecchia tra fastidiosi sali e scendi per poi immergersi nella storia di uno dei più incantevoli borghi italiani; un’occhiata al panorama dall’alto di Città Alta e poi giù, verso Porta Sant’Agostino per entrare nella modernità dell’anima orobica.

C’è chi sostiene che il percorso sia agile e veloce che sorprenderà tutti.
Sarà, ma fatto è che intorno ai chilometri 12 e 13 si affronterà un segmento di leggera salita, e le mie gambe inizieranno a farsi sentire.
E poi c’è l’ultimo chilometro da Piazza Pontida su per via XX Settembre fino al Teatro Donizetti che pare sia anch’esso un pochino fastidioso.

Non so come andrà, staremo a vedere. Di certo arriverò alla fine anche se non penso di poter migliorare il mio personale di 1h e 41min ma mi auguro di portare a casa un buon risultato.
Ma si sa. la corsa è strana e volte ci stupiamo di noi stessi.
Ci stupiamo di come hanno reagito le gambe allo sforzo fisico e soprattutto come il nostro spirito ha affrontato la fatica e superato i momenti di difficoltà.
E’ questo il bello della corsa… e una continua sorpresa, una continua scoperta di noi stessi.

Amo corre e continuerò a farlo. E chi non riesce a comprendere ciò, non potrà mai conoscermi fino in fondo.

 

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑